apologie e apostasie di un trepido "The inflated style is itself a kind of euphemism."
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![]() se credi che i post siano troppo lunghi, qui trovi il mio pensiero in sintesidomenica, giugno 26, 2005 |
Due storie che vi conquisteranno (si sono inventati pure il post audio: il libero arbitrio è il risultato di una sfilza di teorizzazioni e trabocchetti logici che la teologia con i suoi apostoli ha prodotto al fine di confortare i postulati della teodicea, senza perciò riuscire nell'intento. Il post audio, così come il commento audio, è una delle prove sensibili e non inglobabili in una controteologia puramente teorica che, senza dimostrare, attestano con la loro subdola, strisciante presenza che il libero arbitrio è roba che può andar bene a un Robinson Crusoe strafatto di coca, non certo a un blogger che è rimasto venticinque minuti al telefono a scialacquare danari e scemenze per poi accorgersi che la registrazione delle suddette scemenze non supera il minuto e zeroun secondi) Il signor Taddei che di nome fa Sigfrido e che tutti chiamano Frido alterando però la i, che il dialetto ghiottone della zona in cui vive e opera Taddei ha trasformato in e, ragion per cui è noto ai più come Fredo, nomignolo che ai più risulta essere la contrazione dialettale di Alfredo, sicché lo stesso Sigfrido non prova neppure a correggere chi lo saluta con un 'Alfredo!' e si firma come Alfredo, essendo Alfredo un nome assai meno nobile ma molto più musicale del nibelungo Sigfrido, sebbene Wagner se ne risentirebbe se fosse vivo e conoscesse Taddei Sigfrido; il signor Taddei Sigfrido non ha nulla di interessante che valga la pena raccontare, fatta eccezione per il nome e le permutazioni che tale nome certamente interessante hanno depauperato del proprio valore estetico, per renderlo così neutro e banale. Mia cugina Franca ha deciso di abbandonare quel sistema intricato di relazioni, scambi, interazioni retribuite o gratuite in un ambiente così noto da sembrare un microcosmo ritagliato apposta per Franca, per costruire un nuovo intricato sistema di relazioni, scambi, interazioni in un luogo a lei quasi del tutto ignoto che sembra fatto su misura per Alberto. Andando dunque a vivere da Alberto in Arizona (Stati Uniti d'America), con discreto rammarico del marito Stefano e dei figli Giacomo Patrizio Asia Filippo (Asia e Filippo sono gemelli monozigotici che non s'assomigliano per nulla, tanto che quando uno sta male, l'altra si sente al settimo cielo), mia cugina mi ha lasciato Saccoccio, il suo amatissimo gatto (Alberto odia i gatti, se proprio volete saperlo), un persiano albino di quindici chili che si nutre unicamente di Simmenthal tagliata sottile e che va matto soprattutto per la gelatina della Simmenthal, che lecca socchiudendo gli occhi, sollevando leggermente la testa e distendendo la coda e i baffi con supremo gaudio. Ieri l'altro avevo un appuntamento importante con un mio vecchio amico che, finalmente, si era deciso a vendermi la sua sensazionale collezione di Calipta Phibrinalia, perciò, preso dalla fretta e dall'eccitazione, non ho versato la Simmenthal nella ciotola di Saccoccio, ma ho aperto per metà il barattolo, dimenticandolo poi sul tavolo in cucina. Quando sono tornato, ho trovato Saccoccio steso in una pozza di sangue, con un profondo taglio sul naso. Saccoccio aveva circa 22 anni al momento del decesso, per cui mi sono detto che il coperchio semiaperto e ultratagliente della Simmenthal non aveva nulla a che fare con la ferita mortale del povero gatto e che il naso si era lacerato per cause naturali legate all'età avanzata. A questo punto dovrei dare origine a un divertente gioco di parole tra età avanzata e carne (Simmenthal) avanzata, ma mi astengo dal farlo per rispetto del defunto. I miei Calipta Phibrinalia sono semplicemente fantastici. Mia cugina, invece, è una troia. scritto da Climacus | 26/06/2005 12:46 | commenti (35) |
![]() se credi che i post siano troppo lunghi, qui trovi il mio pensiero in sintesivenerdì, giugno 03, 2005 |
Tra le innumerevoli versioni di un testo sacro tra le innumerevoli versioni stanotte ho conosciuto sara e mara. Avrei dovuto tacere e invece ho raccontato loro la mia storia. C'era una volta una clinica. Ho scopato sara e mara in piedi. Esami del sangue fra un mese. Le ho scopate in piedi mentre mi chiedevano dove avevo lasciato la Moretti. Amarsi non è sufficiente, occorre volersi bene. scritto da Climacus | 03/06/2005 05:09 | commenti (53) |