apologie e apostasie di un trepido

"The inflated style is itself a kind of euphemism."
George Orwell


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lunedì, luglio 25, 2005

Poeti

Vorrei segnalarti che l'unico indice 
 
(attendibile)
 
 per valutare l'estensione del pene
 senza
 potersi basare su altri indizi
 (conseguentemente fallaci),
 
 che non siano lo stesso pene,
 
è propriamente l'indice.
 
Uscendo di poesia
E' la scienza che attesta.
Non l'arte, né la filosofia
estetica.
 
(dedicato a -marika-)
 
Rientrandovi
(nuovi versi sul disagio giovanile)
Certo commiserarmi dovrai
my aim's not to blame
se
my goal is your ego
(to overheat) (to overbear)
 
ti spiegherò
come ho fatto
a succhiarmi
 
that's the last time
I shall pardon y-a
for yourrr unpleasant
 
(peasant, s.)
 slang
il cazzo.
Il gesto tecnico
da ginnasta artistico
senza muscolo
né grasso,
discretamente
agile
e tanto ardito
da rischiare
una lesione
alla vertebra
cervicale
la più fragile,
e al midollo
(che in genere
per una coincidenza
ilare
succhia via dall'osso)
è ancor più
apprezzabile
guardando dall'alto
e zoomando
sul buco del culo
roseo
nonostante
il fitto nugolo
intricato
di lanugine e
 pelo.
Mi chiedo
se ora
potrai commiserarmi
in fronte al
Bello
che traspira
serpeggia
e s'allaccia
alla figura
ridicola
dell'agonista
sublime
in una matassa
inestricabile.
Osservalo
mentre si porta
le ginocchia
ben oltre la testa,
stretti gli artigli
a ciascuna caviglia,
le braccia che tirano,
mentre il dorso
s'inarca
e lo spasimo
ogni tendine
gli strappa
che corra dai lombi
su per la schiena 
attraverso il collo,
fino a
stravolgergli 
il grugno.
La bellezza,
piccola fustigatrice
dei vizzi,
non è mai
immorale.
Ridimensionando (vi)
Il mio indice
rientra
 nella media
per misura
e profilo
(psicologico)
non superando
in lunghezza
il dito medio
(forse neppure
l'anulare)
ma certamente
anelando (vi).
(scritta in un momento di disperazione, qualche ora prima prima di perdere il treno)
(non si sa come, sapevo che l'avrei perso)

 

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venerdì, luglio 22, 2005

Recensione di una scopata

(...) al termine di questa breve dissertazione, in cui ci siamo preoccupati di dimostrare come i dialoghi piuttosto vivaci, nonostante alcuni inevitabili cliché imposti dalla scelta di uno stile colloquiale, non sottraggano vigore all'azione ma, anzi, ne sostengano il ritmo non sempre incalzante, ci sentiamo di affermare che il giudizio rimene sospeso tra un incipit davvero memorabile (eccellente lo scambio di battute tra i protagonisti, quando lei, con delicata ironia, dice -non mi fai solletico- e lui replica, -è strano però che tu non abbia riso quando mi sono spogliato- ), e un finale velleitario, fastidiosamente pretenzioso. Senza timore di apparire a nostra volta pretenziosi, suggeriamo all'Autore di aggiustare il tiro.

Recensione di "Una scopata"

Se il buon giorno si vede dal mattino, non ci resta che rimandarvi al titolo.

Commento de Ignazio Tolemaico alla Recensione di una scopata

A me il finale non è dispiaciuto affatto. Vi è certo troppa indulgenza verso l'artifizio e l'effetto, ma mi pare che il messaggio giunga a destinazione con discreta efficacia e univocità.

Commento de Isabella Di Custoza alla Recensione di una scopata

Il messaggio coglie solo in parte, smorzato dall'affanno con cui l'Autore tenta, senza riuscirci, di stupire.   


 

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lunedì, luglio 18, 2005

Che cazzo è un post in mobilità?

Tutto ebbe inizio da un ossimoro o supposto tale, e cioè da un test d'intelligenza idiota. Tutti i test per misurare il Q.I. sono idioti, ma questo li superava di diverse lunghezze. Non sto cercando di giustificare il risultato ottenuto screditando l'esame. Dico soltanto che se avessi impiegato sei ore per rispondere ai quesiti, avrei ottenuto 1 punto in più rispetto a quelli totalizzati in quattordici minuti (bonus di 3 punti per la velocità di risposta), e questo, secondo me, vale più di qualsiasi argomento per dimostrare che il Mensa (test d'intelligenza per secchioni) è una farsa.
Sapete come funzionano queste cose, vero? Tu tenti di risolvere dei quesiti tipo '4 10 22 46 ..., quale tra questi numeri completa la sequenza 68 76 94 108' e, alla fine, confronti tuo punteggio, dato dalla somma delle risposte esatte più eventuale bonus-tempo, con i giudizi redatti dagli espertoni per fasce di risultati: da 1 a 5 punti hai l'encenfalogramma piatto, da 5 a 10 punti ragioni con il culo, da 10 a 15 puoi sperare di finire le elementari, ecc.
Nel mio caso, il verdetto dei cervelloni è stato questo: se hai meno di 15 anni puoi partecipare a Genius, se hai più di 20 anni dovresti smettere di collezionare figurine del Wrestling, se ti trovi in quella fascia d'età critica situata tra i 16 e i 20, hai scelto la scuola sbagliata, qualunque essa sia.
Chiaramente, ho inviato una mail a Mike Bonjovi con accluso test e responso, per essere ammesso alla sua trasmissione televisiva per bambini intellettualmente dotati, facendo presente che mio padre mi lega alla scrivania quando devo studiare algebra, al leggìo quando devo studiare violino, alla traversa quando giuoco a calcio. La segretaria personalissima di Mike, una toga da far paura, mi ha immediatamente contattato per controllare che avessi tutti i requisiti per partecipare allo show. Mi è bastato radermi i peli pubici per ingannarla. I peli sul sedere non fanno testo, perché i bambini di oggi ne hanno da vendere. 'E l'anagrafe?', direte voi. Molto semplice. Papà, sempre oberato di lavoro, si ricordò di denunciare la mia nascita soltanto nel 1992, perciò filò tutto liscio.
 
Mi recai a Cologno Monzese un bel giorno di Maggio che c'era il sole e stormi di rondini rondeggiavano in cielo e parcheggiai la Golf proprio di fronte agli studi di Mediaset. Quando il custode del posteggio mi disse che 'Non è la Rai', il programma con tutte quelle fighette atte a rinfocolare le peripezie autoerotiche degli adolescenti, era stato "deletato dal palinsesto" da circa vent'anni, dissi che non me ne importava un cazzo perché ero un concorrente di Genius. "Oh scusami," ribattè assai contrito il custode, "il fatto è che ci sono ancora ragazzini sfigati che fanno la fila per vedere Ilaria, Tania o quella che s'è sposata col Renga, e allora mi tocca far loro presente che Non è la Rai è stato deletato dal palinsesto che son quasi vent'anni. Tu hai l'aria sfigata. Ti dirò, un po' mi dispiace. Pensa che ci avevo una storia con Laura." 
Rimasi a parlare con quell'insopportabile ciancione per circa mezz'ora, poi riuscii a fargli spifferare informazioni segrete, come il modo per accedere al camerino di Costanzo senza prima passare da quello della De Filippi, oppure l'esatta ubicazione di uno spioncino da cui si potevano osservare Platinette e il direttore di Studio Aperto in atteggiamenti compromettenti. Per chi dei due, non saprei. Mi masturbai un poco per sciogliere la tensione, eccitato dall'aroma di fiori secchi e tintura di iodio che l'immenso corridoio affacciante su tutti i principali studi promanava, provando quella sensazione di deja vu che ci prende durante una colonscopia, quindi telefonai a Mike per dirgli che mi ero perso e che probabilmente sarei morto di fame e sete o di gastroenterite. Mike, in realtà, era dietro di me, e si stava profondendo in utili consigli su come presentarsi, diretti ai concorrenti. La prova più impegnativa, infatti, è quella della pedana di lancio: il bimbo scende di corsa una scalinata riciclata dal vecchio programma Telemike e si posiziona su di una pedana rialzata, dove è chiamato a prodigarsi in un sunto dettagliato e dannatamente sintentico dei propri dati sensibili, interessi, attività.
Molti bambini ripetevano a voce alta la filastrocca che compendiava la loro esistenza, fumando nervosamente nonostante i divieti. L'atmosfera era resa ancor più asfissiante dal tragico epilogo del ruzzolone dalla scalinata del primo concorrente che, ci informò Mike, "è cinicamente (sic) morto, ma i genitori doneranno gli organi, allegria."
 
"Salve a tutti, sono Fulvia da Torino, pratico ginnastica artistica e cucino per i miei fratelli, ma il mio sogno è di diventare paleoqualcosa, non ho ancora deciso cosa, ma del paleo sono certa."
"Ciao ragazzi, sono Marco, ho 11 anni e la media del 10 in tutte le materie. Vorrei salutare mia sorella Luigia e le sue amiche Stefania e Elisabetta. Ciao belle."
"Aehm. Sono Climacus. Vengo da Mantova. Mio papà mi lega continuamente. Aspiro alla cattedra di Filosofia Teoretica a Gottinga."
 
Fui eliminato al primo turno da Stefano, 13 anni, attività principali : antiquariato e bird watching, sport praticati : scacchi.
Alla prima domanda mi difesi bene:
Quale tra questi colori è ottenuto dalla mescolanza degli altri colori presenti nella lista di risposte?
Stefano disse marrone ancor prima d'aver letto la lista.
Mi difesi bene anche nella seconda, quando Stefano rispose 16, io dissi 18, Mike disse 'colpo di scena, la risposta esatta è 20."
Alla domanda 'quali tra questi oggetti è l'intruso: donna, camino, mastice, diabete? ', ottenni il pareggio.
Purtroppo andai nel pallone quando ci chiesero il significato di take off nel gergo dei top gun.
 
Mike Bonjovi è un audioanimatrone. Neppure la moglie lo sa. Me ne sono accorto attraversandolo per sedermi tra il pubblico, dopo l'eliminazione. Il vero Mike è morto durante la missione per raggiungere il polo nord.
 
 
 Finale Secondo (redatto su consiglio della mia coscienza critica, che sostiene che un audioanimatrone non si può attraversare come fosse un ologramma)
Mike Bonjovi è un audioanimatrone. Neppure la moglie lo sa. Me ne sono accorto dopo l'eliminazione, quando gli ho fatto 'Bù' per spaventarlo e lui non ha sbattuto le palpebre. Gli audioanimatroni sono programmati per reagire in modo coerente agli stimoli: che cazzo di reazione può essere quella di sbattere le palpebre di fronte a una possibile minaccia rappresentata dal 'Bù', eh? Vi sembra coerente, eh?
Il vero Mike è morto durante la missione per raggiungere il polo nord. Umberto Nobile e la Tenda Rossa non c'entrano niente. 
 

 
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