apologie e apostasie di un trepido

"The inflated style is itself a kind of euphemism."
George Orwell


se credi che i post siano troppo lunghi, qui trovi il mio pensiero in sintesi

sabato, marzo 07, 2009
Borotalco

Il rumore acido di jazz fusion alla Scott Henderson, il penultimo Henderson, o ultimo che sia non importa, in trio, nella stanza di Rose, dove dominano le superfici in formica (non che il trio di Henderson sia presente fisicamente nella stanza di Rose, ma va detto però che quando George è lì pare consustanziarsi, per suo tramite, alle pareti) armonizza con l’amplesso che si bilancia e pesca il baricentro in un blues voracemente lento, come la donna che si accoccola sulla canna della bici e non cade perché pedala forte, George, ma non appena comincia una salita per Pantanì e lui strafoga, giusto per ricordare che l’affogare non è abbastanza, è il pant pant del fumettaro che si sbriciola, è extra-affogare; giusto per ricordare che l’aria è cibo, che il cuore è immerso in un intingolo, un pugno unto da carne di maiale cotta in barili di burro, la digestione una gran fitta nel bianco dello sfintere contratto, quel bianco d’uovo sodo che è l’infarto dell’ano da cui si dipartono tutti gli infarti tipo, lo sapete, le strade del proverbio che portano a Roma, l’ano infartuato, che ridere! che ridere, donna tampone uretrale, donna borotalco, mai isterica se non quando è lì lì per cadere dalla punta della bandiera issata; ma non appena lui non spingerà più sui pedali e le forcelle porteranno segni di contusioni e traumi da torsione, -oh George!- lei dovrà stendergli le braccia intorno al collo, allora, coi piedi piantati in terra, George il Seducultore le alliscerà le concavità ascellari appena sdrucite, da cui uscirà col naso incipriato, che ridere, donna borotalco, fargli l’effetto della coca, e Scott Henderson spetezzerà quei sei-sette bending col tiro hendrixiano, quasi ma quasi con l’intenzione di bucarli entrambi, quasi drammatici come i tre iniziali bending di red house, drammatici come il Riccardo III di Shakespeare, drammatico nel senso della giovinezza di Ivan primo Czar di tutte le Russie e di tutte le terribili giovinezze… ma basta cincischiare,

dice Rose: -oh my gold- (propriò così, sic et simpliciter, e lo dice a George il Seducultore, che ama invece rivolgersi alle donne borotalco con frasi come 

-facciamo che io dormo e tu mi vegli- [proprio così, vegli, e non svegli, come crederebbe volentieri chi vede in George un bifolco australe])

-Oh my gold, oh my gawd, questo cazzo è un dono, all’incirca quanto l’intelligenza…- Ma George, che ancora mellifluo si attarda sull’onda di piena di cui pescava poc’anzi il baricentro, non è stupido al punto da non intuire il seguito della frase inciampato e mai più risollevatosi nella strozza di Rose, qualcosa come  ”… l’intelligenza che in voi difetta” noi presumiamo. Siamo bravi a desumere, quando per esempio ci figuriamo che, col sorriso aperto in una mano che batte un cinquefratello, quelli come George non si berranno neppure un goccio della nostra condiscendenza. Desumiamo dai loro sguardi un surplus di gratitudine, surplus che quelli come noi sorbiranno giulivi in vece di integratori vitaminici. George replica, tenendo il suo gran dono in mano e a lui rivolgendosi, più che a Rose, nonostante l’ondeggiamento del glande, il pigolio della sua boccuccia, ci spinga a ipotizzare che George stia addirittura per fare il ventriloquo, ipotesi scartata perché è tipicamente caucasico affibbiare caratteristiche antropomorfe, il pupazzo del ventriloquo per intenderci, a un cazzo africanus, quasi seguendo a istinto un principio antropico formulato nei cessi degli autogrill:

 -è me che devi ringraziare, lui infatti mi ha chiesto un passaggio per venirti a far visita e, dato che è senza patente, io l’ho accompagnato. Felice che la sua visita ti abbia… uhm… instillato allegria. Ora però è tardi, c’è il coprifuoco, vero piccolo? Vedi come annuisce? Meglio rincasare.-

E sembra tutto finito. Ma Rose, donna borotalco, è solo ingenua, non cattiva. Ha fatto male George a risentirsi per quella frase mai inciampata in una strozza. Quella sull’intelligenza è stata una mia e vostra supposizione; una supposizione davvero razzista se non fosse stato lo stesso George, che è orgoglioso, a farla. Ma noi siamo capaci di supporre orgoglio in un negro?

 Dice lei suadente, con voce vellutata, e assoluta franchezza: -Non puoi lasciarlo qui un altro po’ e andartene da solo? Se è per la patente, a casa ce lo riporto io in macchina.- Ed è in quel momento che, finalmente, in Rose, Marilyn ci appare.

 

Da canfora soap


 
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