apologie e apostasie di un trepido "The inflated style is itself a kind of euphemism."
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![]() se credi che i post siano troppo lunghi, qui trovi il mio pensiero in sintesidomenica, aprile 10, 2005 |
Storia vera di un ubriaco servizievole e seviziabile Premissione (times new roman et vocabolario aperto su prequalcosa) La farfugliata indecorosa che non mi perito di ammannirvi una volta archiviata codesta rottura di balle latinismo-preminente, ebbi di già a pubblicarla in qualche dove, non ricordo se su questo bloggo o sul bloggo che gli premorì, tutto nero incazzoso, cervelli più cerebella sparsi e piorree di malanimo esposte. Epperò -che non è un verbo dal passato incerto di certo remoto- dopo aver riletto sul blog di Binario Zeta la sapida novella che fu alla prementovata cacata fonte battesimale e riflettuto come mai prima d'ora capitommi la catastrofe, che non è una figura retorica, di riflettere -virgola e sollievo- giunto sono alla conclusione di non potermi giammai col cazzo esimere dal riesumare me medesimo e presentarmi a voi putrescente e cadaveroso ma simpatico come un pel di bruco urticolante. A me (detto tra parentesi) i bruchi son simpatici, fate vobis.
Alle sette, con gli orecchi che ancora pulsavano, si sprangava con tanto di triplo lucchetto e catenaccio rudimentale il portone catafascio dello studio -non l'archetipico garage, bensì una stalla dismessa, da noi ripulita e disinfestata spalando letame e spandendo cateratte di soda caustica- e alle dieci, puntuale come un'erezione mattutina, entravo in quello stato di leggera euforia alcolica che prelude supperJù al coma etilico. Grancassa e rullante: TUM-PA', TUTUTUTUTUM-TUM-PA'... Piattone ride: tz-tztztzz-tztztzz-tztztzz... Piattello crash: CRESH! Piattino splash: SPLESH! (il charleston si sentiva a malapena) (ch-ch-CHH-ch...) La testa, com'era prevedibile, mi si ingolfò. Cominciò a farmi male lo stomaco. Litri di urina premevano contro le pareti di un'esausta, implorante vescica. Riportato dai capricci del mio corpo alla prosaica realtà, dovetti dire addio al trance estatico. Mi convinsi tuttavia a resistere e restarmene quieto fino al termine del concerto: al baluginìo d'un istante di lucidità avevo infatti concepito il proposito di complimentarmi con Lui, stringergli la mano (tenendo gli occhi bassi), elogiarlo senza però dargli l'impressione d'essere un baciaculo. Era un nano. [Ecco a voi BE BOP di Binario Zeta]
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