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mercoledì, maggio 11, 2005
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Ripropongo un racconto già pubblicato qualche mese fa, che dovrebbe servirmi a superare definitivamente l'infatuazione per il pulp.
Passaggi
Corri, scappa, corri, scappa.
Nico ha il vizio di farsi le seghe con il dito medio nel culo: Nico in realtà aveva il vizio, prima che la madre gli entrasse diritta in camera senza bussare. Mi chiedo se prima abbia estratto il dito o fermato la mano.
Corri, scappa; scappa con il fiato corto, le gambe piccine che sembrano pale di un ventilatore, come nei cartoni animati, e tu non ti sposti di un passo, e tu non ti volti indietro, e tu pensi a quanto è assurdo Nico che si ascolta la predica col buco del culo chiuso intorno al dito e, magari, un crampo al polso, lo stimolo, tipo quando devi tossire, di chi è sul punto di cacarsi addosso, il cuore che tra una sgroppata e l'altra fa un balzo e si arresta, la vergogna che ti brucia la faccia. Che gli brucia la faccia.
Ecco, magari è pure riuscito a rivestirsi, con uno strappo s'è tirato le brache fino ai coglioni e il dito medio gli si è incastrato tra buco del culo e mutande mentre con la mano che prima frullava continua a tirare e tirare quei cazzo di pantaloni incagliati sotto le palle.
Il Moro è già avanti 6 metri, di solito succhia l'inchiostro dalle bic e la profe gli urla d'andare in bagno, corri, corri in bagno e pulisciti la bocca, e lui esce sbattendo la porta, poi lei si risiede, fa per ricominciare la menata su Napoleone, picchia la mano sulla cattedra che c'è da spaventarsi sul serio ed esce, corre in bagno e noi tutti si va a vedere e c'è lei, corri corri, che tempesta di schiaffi il moro che intanto ha la testa inclinata di lato nel lavandino e l'acqua che gli scorre in bocca e la profe lo piglia a sberle sul coppino, scappa, e poi le parte un destro troppo forte che il moro ci rimette un dente contro il rubinetto, e corri e scappa e tutti noi che si ride, ma a me già l'inchiostro nella bocca faceva impressione, porcoddio il sangue, corri scappa, il sangue e il dente che non lo vedo ma so che prima di staccarsi rimane come appeso a un filo, a un filo denso di sangue.
Gianchi è indietro 6 metri: mi vedo un film che ci sono prima i marines che si addestrano e poi vanno a combattere i gialli e in mezzo a loro, nella caserma, c'è uno grasso e ritardato, forse finocchio, che tutti chiamano palla di lardo che poi ammazza il sergente nel cesso che poi si infila il fucile in bocca e si sente lo sparo e si vede il muro che si macchia d'uno schizzo enorme di sangue e poltiglia e così il giorno dopo incontro Gianchi e invece di dirgli ciao gianchi gli dico 'palla di lardo' e così tutti a dirgli palla di lardo sei un ritardato del cazzo, e lui è indietro sul serio, mentre si scappa, si fugge, si corre, lui sarà già indietro 20 mentri ma col cazzo che mi giro indietro, a me va solo di vedere i puntini bianchi e neri che filano via sull'asfalto più veloci, più veloci di me, più veloci del moro che ha le gambe lunghe che a me sembrano molli, o forse sono le mie gambe che sono molli, ma a tutto devo pensare, a tutto tranne al treno che ha tirato sotto Andrea mentre io, non lo dirò mai ai miei genitori, mentre io, sto andando a casa, merda, mentre io gli dicevo rotto in culo attraversa che al di là della sbarra, oltre il passaggio a livello, ci sono i gialli in ritirata, ci sono i gialli in ritirata.
ispirato a un fatto di cronaca
scritto da Climacus | 11/05/2005 09:11 | commenti (8)
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