apologie e apostasie di un trepido "The inflated style is itself a kind of euphemism."
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![]() se credi che i post siano troppo lunghi, qui trovi il mio pensiero in sintesigiovedì, maggio 26, 2005 |
Epistolario al contrario Domanda semplicissima! Se mi lasci altri cinque anni per riflettere, riuscirò a risponderti :))
Per ora posso solo dire che la baldanza, almeno in terapia, è sinonimo di insuccesso. Questo non è necessariamente negativo: sono gli insuccessi e, soprattutto, le risorse che si mettono in campo per attutire il colpo di frusta del fallimento, che aiutano a strutturare quella cosa che in terapia non esiste e che io mi intestardisco a chiamare carattere. Se uno crolla di fronte ad ogni minima delusione, allora puoi stare sicura che si avvierà baldanzoso all'immobilità. Nell'immobilità la frustrazione per il mancato ottenimento di risultati che sedino l'ambizione o i desideri è controbilanciata in modo eccellente (tanto che qualcuno ha persino il coraggio di descriversi sereno) dalla idealizzazione di potenzialità che non saranno mai messe alla prova di fronte alla realtà. Si origina una strana larva di autostima: so di avere la stoffa per fare grandi cose, aspetto solo che il mondo mi chiami per realizzarle. Se il mondo non chiama, wow! meglio così. Tanto sono sereno.
Il mondo che ti chiede di realizzarti, come un padre che amorosamente ti spinge in acqua per insegnarti a nuotare, è ovviamente percepito come un'illusione di cui il raziocinio si scandalizza. Va da sé che il vecchio rompicoglioni bavoso può scandalizzarsi quanto vuole, tanto quella roba lì che mai e poi mai mi rassegnerò a chiamare psiche senza un moto di repulsione, culla l'illusione e, con abili espedienti, la rende persino adorabile. Ecco che illusione diviene una parola proibita e la nuova dea al capezzale del nevrotico immobilista è l'occasione. L'occasione piove come manna quando al fato girano le palle: vedrete tutti, cari detrattori (nella fantasiosa weltanschaaung ((spero sia scritto giusto)) dell'uomo potenziale esistono detrattori, delatori, ammiratori e resto del mondo neutrale), che quando l'occasione si presenterà -ed è ovvio che si presenterà, Statistica ne è certa-, avrò denti per divorarla. Nel frattempo, però, l'immobilista fantastica cataclismi che rovescino drammaticamente il limbo in cui serenamente si tiene a galla, tempeste esistenziali e sciagure ordite dalla furia delle Moire (non più cieca, bensì dalla vista tanto acuta da colpire una sola termite nell'immenso termitaio, scansando nel contempo tutte le altre) che lo obligheranno tragicamente a farsi carico del proprio essere uomo e a giocare la sua partita con una sorta di titanica consapevolezza. Perché l'uomo potenziale sa di essere un parassita e il suo odio per sé è così viscerale che è costretto a prendersela con dio.
scritto da Climacus | 26/05/2005 10:00 | commenti (19) |